Detrazione Mutuo prima casa | Tutte le voci detraibili

In questo particolare periodo, in cui si parla tanto dell’operato del Governo e in cui si susseguono le ipotesi su come la manovra finanziaria recupererà i fondi necessari a sostenere il suo piano di interventi, nella lista dei probabili tagli vi ritroviamo proprio la detrazione mutuo prima casa. Ecco che allora diventa importante per chi si accinge ad accendere un mutuo cercare di stipulare entro la fine dell’anno. In tal si potrà ottenere il maggior vantaggio dalla Detrazione Mutuo prima casa anche se non si comincia ancora a pagare. La detrazione del 19% sui 4.000 euro di spese è per gli interessi e per le spese accessorie. Queste spesso pensano non poco e a volte possono portare al tetto massimo di detraibilità anche da sole.

Ricapitolando: 

La detrazione spetta quando il titolare del mutuo sia anche proprietario dell’immobile e a condizione che la casa venga adibita a prima casa entro 12 mesi dalla stipula. Quindi non è necessario che la casa venga acquistata con le agevolazioni ma solo che venga adibita a prima casa. Il tetto massimo annuo dei 4000,00 euro riguarda la spesa complessiva degli intestatari del contratto. Quindi ad esempio per due coniugi il massimo sul quale fare il calcolo della detrazione è di 2.000 euro ciascuno.

A beneficiare della detrazione sono tutte le spese accessorie alla concessione del mutuo.

Le spese da considerare sono innanzitutto quelle di istruttoria, perizia tecnica e tutte le altre commissioni bancarie legate al mutuo, come quelle per l’attività di intermediazione.
All’incasso del mutuo c’è poi da pagare l’imposta sostitutiva dello 0,25% del capitale.
C’è poi la parcella del notaio per l’accensione del mutuo, che comprende sia l’onorario che le imposte di registro e ipotecarie, bolli e tassa in cifra fissa per la trascrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari. Onorario e imposte sono proporzionali al valore del mutuo, quindi a conti fatti già in questa prima fase si sfiora tranquillamente il tetto massimo dei 4.000 euro…….

 

Fonte: La Repubblica (Antonella Donati)



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