Banche le più colpite dal risultato delle elezioni

Le banche risultano essere le più colpite dal risultato delle elezioni. “L’esito delle elezioni di domenica in Italia non dovrebbe avere alcun impatto immediato sul rating sovrano”. Così l’agenzia di rating Standard & Poor’s a valle dell’apertura delle urne, pur riconoscendo che “potrebbero accumularsi pressioni se, a prescindere da altre ragioni, il consolidamento del bilancio vacillasse”. S&P ricorda quindi come ci sia “una mancanza di visibilità sulle politiche” del possibile futuro governo. “Crediamo che, sulla base dei risultati provvisori, il processo di formazione del governo possa essere complicato e protrarsi nel tempo perché nessun singolo partito o coalizione pre-elezioni ha ottenuto i voti sufficienti”, annota S&P sottolineando che “al momento c’è una mancanza di indicazioni sulla composizione del nuovo governo e di conseguenza sulla sua direzione politica, che continuerà ad essere il fattore principale del merito di credito dell’Italia”. Quindi la prospettiva “stabile” sul rating BBB dell’Italia contempera da una parte il lato positivo della crescita più forte e del credito, dall’altro le “persistenti incertezze politiche e le loro potenziali implicazioni avverse”.

Più contrastata, invece, Piazza Affari che ha oscillato tra -2 e -1% per tutta la seduta, per poi chiudere in moderato ribasso a -0,4 per cento, contro un andamento generalmente positivo delle altre Borse europee. A zavorrare il mercato italiano sono stati principalmente i titoli bancari, con la Popolare dell’Emilia Romagna in testa a -7,6% e quelli delle società della famiglia Berlusconi, con Mediaset che è arrivata a cedere il 7% circa e ha chiuso a -5,53%. Malissimo anche Mondadori a -4,56 per cento. Non va molto meglio, d’altro canto, a gruppi vicini al segretario uscente del Pd, come l’editore di Repubblica, Gedi, che ha lasciato sul terreno un sonoro 3,51 per cento.



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