Pensione anticipata con 35 anni di contributi

Pensione anticipata con 35 anni di contributi: a chi spetta e come richiederla

La pensione anticipata con 35 anni di contributi è un obiettivo ancora possibile, nonostante le molte modifiche, le rettifiche e le correzioni legislative apportate al sistema pensionistico nel corso degli ultimi anni.

Dopo anni di lavoro e di versamento dei contributi ai fini pensionistici, per accedere alla pensione di anzianità in passato era necessario aver raggiunto un requisito anagrafico minimo e 35 anni di contribuzione. Come funziona? Vediamolo nel dettaglio.

La pensione anticipata ordinaria

Ora la pensione di vecchiaia è sostituita dalla pensione anticipata ordinaria, che consente di uscire dal mondo del lavoro a qualsiasi età con un’anzianità contributiva per gli uomini di 42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi per le donne. Rispettivamente 7 anni e 10 mesi in più per gli uomini e 6 anni e 10 mesi per le donne rispetto alla tradizionale pensione di anzianità.  Una bella differenza, non c’è che dire!

Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo sono accolti tutti i tipi di versamenti effettuati, comprese le malattie, le disoccupazioni e prestazioni equivalenti.

La "Finestra mobile" per andare in pensione

Si intende per “finestra mobile” il periodo di tempo che trascorre dall’accettazione della domanda al momento in cui viene emesso il primo assegno pensionistico. Sono previste finestre mobili diverse a seconda della tipologia di pensione.

Per andare in pensione anticipata ordinaria è prevista una finestra mobile di 3 mesi per tutti i lavoratori

La pensione anticipata contributiva

Con la pensione anticipata contributiva vengono invece richiesti 64 anni di età e 20 anni di contributi.
La prima rata pensionistica deve essere almeno 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale, fissato nel 2021 a € 460,28: non inferiore quindi a € 1.288,78.

Attenzione però, non tutte le categorie di lavoratori possono accedere alla pensione anticipata contributiva ma solo coloro che hanno iniziato la contribuzione a partire dal 1° gennaio 1996 o abbiano una gestione separata Inps.

Per la pensione anticipata contributiva non sono ritenuti validi i contributi figurativi, ossia quelli accreditati per motivi di malattia, infortunio o per indennità di disoccupazione.

Per la domanda di pensione anticipata è possibile:

  • Presentare la richiesta on line attraverso il portale INPS al servizio dedicato
  • Rivolgersi a CAF e Patronati

Andare in pensione con 35 anni di contributi: tutte le opzioni

Vediamo nello specifico quali sono tutte le opzioni per andare in pensione con 35 anni di contributi:

  1. Opzione donna
  2. Lavori usuranti e notturni
  3. Prepensionamento
  4. Comparto difesa, sicurezza e difesa

1. Opzione donna: pensione anticipata per le donne con 35 anni di contributi

Con Opzione Donna possono richiedere la pensione anticipata con 35 anni di contributi:

  • le donne che hanno maturato come lavoratrici dipendenti almeno 35 anni di contributi e hanno compiuto 58 anni di età entro il 31 dicembre 2020
  • le lavoratrici autonome che hanno maturato almeno 35 anni di contributi e hanno compiuto 59 anni di età entro il 31 dicembre 2020

Per ottenere il primo assegno della pensione, tuttavia, è prevista una finestra mobile di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le lavoratrici autonome: ciò significa che con Opzione Donna si dovrà attendere rispettivamente un anno o un anno e mezzo dall’accoglimento della richiesta all’erogazione dell’assegno.

2. Lavori usuranti e turni notturni

È prevista la pensione anticipata con 35 anni di contributi per chi abbia svolto lavori usuranti e notturni per non meno di 7 anni degli ultimi 10 anni lavorativi.  Questo tipo di trattamento pensionistico è accessibile solo a chi ha già compiuto 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi. La quota risultante dalla somma di età e contributi versati deve essere pari almeno a 97,6.

3. Prepensionamento con 7 anni di anticipo

Si parla in questo caso di isopensione  o scivolo pensionistico. Riguarda quei lavoratori che si trovano a meno di 7 anni dalla pensione ordinaria o tradizionale, dipendenti di aziende con più di 15 lavoratori.

È un “esodo agevolato” l’ormai noto scivolo pensionistico ed è richiesto non dal lavoratore ma dall’Azienda: in caso di crisi e di esuberi il datore di lavoro si impegna con un accordo sindacale a corrispondere al lavoratore un assegno pari all’importo del trattamento pensionistico che gli spetterebbe in quel momento e a versargli i contributi fino alla data effettiva della pensione. L’isopensione è soggetta a tassazione ordinaria e l’assegno non è reversibile.

4. Pensione anticipata nel settore Difesa, Sicurezza e Vigili del Fuoco

Un’altra tipologia di pensione accessibile con 35 anni di contributi è quella riconosciuta ai dipendenti pubblici nel comparto della Difesa, Sicurezza e Soccorso iscritti presso la cassa Stato ex Inpdap i quali accedono alla pensione con requisiti piuttosto agevolati rispetto a quelli ordinariamente previsti.

Andare in pensione con 35 anni di contributi: anticipo TFS per i dipendenti pubblici

Al momento della presentazione della domanda per la richiesta di pensione anticipata occorre attendere la finestra mobile prevista dal legislatore per la decorrenza effettiva dell’assegno pensionistico, ma spesso l’attesa è addirittura più lunga del previsto. TFSubito è il finanziamento per i dipendenti pubblici e statali per ottenere subito la pensione maturata e anticipare i tempi di liquidazione del Trattamento di Fine Servizio dall’Inps senza attese e fino al 98% del TFS maturato.

 


rincari bollette

Rincari bollette: come ridurre i costi energetici

Trucchi e consigli contro gli aumenti e i rincari bollette acqua, luce e gas: come risparmiare sulle bollette, le offerte del Mercato Libero e il bonus sociale

Il momento è difficile. Tra rincari bollette altissimi di carburante, luce, gas, sanità, beni alimentari e materie prime, gli italiani avvertono sempre più esiguo il potere d’acquisto dentro la busta paga.

Se negli ultimi tempi avevamo faticato ad uscire dalla lunga crisi economica degli anni Novanta, poi dalla tenaglia del Covid e del lockdown che ha tenuto chiuse le attività produttive e i lavoratori a casa, con l’allentamento delle restrizioni avremmo voluto riprendere in mano la nostra la vita e ricominciare a goderci piccoli privilegi: un viaggio, l’abbellimento dell’abitazione, un gioiello o un nuovo elettrodomestico.

Non ci aspettavamo certo che una guerra ci attendesse alla svolta della pandemia e che un corollario di aumenti a più non posso di costi energetici e rincari bollette toccassero tanto da vicino le tasche delle famiglie e dei lavoratori. Dopo il carburante alle stelle, l’insostenibile caro bollette di gas e luce, l’interminabile rialzo dei prezzi delle materie prime e dell’intera filiera, siamo alla ricerca di soluzioni che ci illuminino sulla retta via da prendere per uscire da una situazione stagnante che ci porta dritti verso lo spettro di un’inflazione in crescita da mesi.

Aumenti di luce e gas: a maggio probabili aggiustamenti

Il rincaro delle bollette pesa sulle famiglie e i consumatori, ma non solo: la stangata indiscriminata dei prezzi sta mettendo in crisi tutto il mondo dell’industria e delle microimprese. Molte attività di ristorazione chiudono proprio a causa di questa inaspettata fiammata dei prezzi dell’energia elettrica: erano riuscite a tenersi in bilico e a reggere l’impatto della pandemia senza produrre guadagni significativi per oltre un anno, ma ora non sono più in grado di affrontare gli aumenti dell’elettricità. Bollette troppo alte, addirittura triplicate senza aver di fatto cambiato nulla.

Costi energia elettrica: il Decreto Bollette e il bonus sociale elettrico e gas 

Il Decreto Bollette, convertito in legge lo scorso 21 aprile, ha fissato l’abbattimento in bolletta dell’Iva al 5% e l’azzeramento degli oneri generali nel secondo trimestre 2022 oltre al bonus bollette 2022, ossia il bonus sociale elettrico e gas , riconosciuto alle famiglie economicamente svantaggiate o con disagio fisico.

Rincari bollette cosa fare

Contro il caro bolletta è bene muoversi in due direzioni:

  1. Abbassare i costi dell’energia elettrica in base alle migliori offerte luce e gas presenti sul mercato (Mercato Tutelato e Mercato Libero)
  2. Abbassare il consumo di energia avendo cura di ridurre gli sprechi e di ottimizzare l’efficacia

Ma in pratica, come risparmiare sulle bollette

 

RINCARI BOLLETTE: risparmiare con le offerte del mercato libero

Se vi chiedete come risparmiare sulla bolletta Enel e alleggerire il rincaro bollette, è necessario innanzitutto ridurre i costi dell’energia elettrica e cercare il miglior gestore luce e gas adatto ai nostri reali consumi energetici.

Il rialzo dei prezzi è particolarmente rilevante per le utenze con fornitura di energia elettrica dal Mercato Tutelato, in cui valgono le tariffe e le condizioni contrattuali stabilite dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA https://www.arera.it/). Il Mercato Tutelato fa riferimento al Servizio Elettrico Nazionale e all’Enel.

Al momento le tariffe più vantaggiose arrivano dal Mercato Libero Luce e Gas che garantisce agli utenti finali un risparmio reale a breve e a lungo termine. Primo step importante dunque è il passaggio al Mercato Libero per chi è ancora a contratto con il Mercato Tutelato, scegliendo direttamente on line tra un portfolio di offerte quella più idonea ai nostri consumi. La procedura di attivazione è veloce e richiede solo pochi minuti.

Rincari bollette: meno sprechi di energia per migliorare l’efficienza energetica

Non basta passare dal Mercato Tutelato al Mercato Libero se poi non mettiamo in atto comportamenti consapevoli contro gli sprechi e gli inutili consumi di energia

È bene adottare fin da subito piccole strategie che aiutino a ridurre al minimo i consumi giornalieri di elettricità: ognuno può fare molto nel suo piccolo per massimizzare il risparmio e allo stesso tempo incrementare l’efficienza energetica

Vediamone alcune.

COME RISPARMIARE SULLA BOLLETTA ELETTRICA: meglio un consumo energetico ecosostenibile!

Per ridurre lo spreco di energia e risparmiare sulla bolletta della luce, è importante fare un uso attento dell’energia elettrica, modificando quei comportamenti individuali che ci portano per abitudine e quotidianità ad utilizzare i nostri dispositivi elettrici e tecnologici in maniera poco consapevole e sostenibile.

PER IL RISPARMIO IN BOLLETTA preferisci sempre l'efficienza energetica

  • Se devi sostituire un elettrodomestico, scegli sempre quelli a basso consumo, che permettono di risparmiare fino al 50% di energia rispetto agli elettrodomestici di fascia bassa.
  • Presta attenzione ai momenti della giornata e agli orari in cui utilizzi l’energia elettrica, segui le fasce orarie più convenienti in base al contratto luce che hai scelto.
  • Utilizza sempre lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, imposta programmi ecosostenibili che lavorano a bassa temperatura e favoriscono il risparmio energetico.
  • Inoltre per ridurre i consumi, meglio saltare programmi di prelavaggio, usare temperature basse e non utilizzare l’asciugatura: asciugate le stoviglie a mano e stendete il bucato all’aria aperta.

COME RISPARMIARE SULLA BOLLETTA DELLA LUCE: spegni le luci e limita lo stand-by

Forse non sai che almeno il 15%% del consumo domestico di energia elettrica è attribuibile all’illuminazione. È un aspetto da non sottovalutare quando ti chiedi come risparmiare energia elettrica in casa.

Ecco perché è importante spegnere le luci quando non è necessario tenerle accese, sostituire le lampadine tradizionali con quelle ad alta efficienza energetica (lampadine led, lampade alogene, lampade fluorescenti) e fare attenzione allo stand-by.

Siamo infatti troppo abituati alle lucine rosse in stand-by di TV, videoregistratori, playstation, lettori CD e DVD, monitor, proiettori e computer, oltre a tenere il filo del caricatore perennemente infilato nella presa, pronto a connettersi al nostro smartphone ai primi segni di declino. Quella lucina rossa è per noi rassicurante, ci mostra che tutto è funzionante e pronto ad attivarsi al momento propizio. Ma per abbattere i rincari bollette è fondamentale ottimizzare il risparmio: non lasciare luci accese inutilmente e riduci la funzione in stand-by degli apparecchi elettronici.

Come risparmiare sulla bolletta del gas

Nelle nostre abitazioni, le principali fonti di consumo del gas che generano il rincaro delle bollette sono facilmente individuabile nel:

  1. riscaldamento/raffreddamento domestico
  2. la cottura dei cibi
  3. la produzione di acqua calda sanitaria

     1. ABBASSA IL RISCALDAMENTO

 In inverno meglio mantenere la temperatura a 20°C e installare termostati ambiente che permettano di configurare tempi e modalità di utilizzo evitando gli sprechi quando siamo assenti.

Utilizza sui termosifoni le valvole termostatiche: imposta correttamente il calore di ogni radiatore stanza per stanza. Regola i gradi desiderati direttamente sulla testa termostatica: il risparmio energetico dipende dall’efficienza del radiatore, dall’ambiente e dall’uso che ne fai. Puoi anche spegnere direttamente i caloriferi che non vengono utilizzati.

Non disperdere il calore: scherma le finestre e riduci gli spifferi

     2. REGOLA IL CONDIZIONATORE

 In estate, imposta il condizionatore ad una temperatura interna che risulti inferiore di 5°C/10°C rispetto alla temperatura esterna. Scegli sempre condizionatori in classe energetica alta, ossia a basso consumo energetico.

Deumidifica anziché raffreddare: utilizza la deumidificazione ambientale dell’aria, una funzione integrata nei condizionatori che aiuta a mantenere l’aria salubre e garantisce bassi consumi in bolletta

Elimina lo scaldabagno elettrico e installane uno a gas. Meglio ancora, scegli di rivolgerti al green facendoti installare un impianto solare termico: il momento è propizio per investire sul risparmio energetico, grazie alle agevolazioni fiscali concesse dal Governo.

     3. RIDUCI I TEMPI DI COTTURA

 Per ridurre i costi sulla bolletta del gas, oltre al riscaldamento e al raffrescamento, sarà necessario prestare attenzione anche ai tempi e alle modalità di cottura:

        • Utilizza il forno a microonde in combinazione con l’uso del forno tradizionale
        • Utilizza una pentola a pressione per le lunghe cotture 
        • Utilizza i coperchi sulle pentole tradizionali per arrivare all’ebollizione dell’acqua in tempi rapidi

     4. L’ACQUA È UN BENE PREZIOSO, UTILIZZALA CON SAGGEZZA

Controlla e ripara eventuali perdite e sprechi di acqua da rubinetterie, guarnizioni, sanitari e tubazioni. Evita tutti gli sprechi dell’acqua che fanno schizzare in alto le bollette: in bagno non far scorrere l’acqua mentre ti passi il sapone nella doccia e chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti. Scegli sempre di fare la doccia piuttosto che il bagno in vasca: consumi meno quantità di acqua e meno energia per scaldarla. Piccoli accorgimenti e consigli su come risparmiare sulla bolletta dell’acqua.

Ristruttura la tua casa in vista del risparmio

Pensare di ammodernare la casa in questo momento può sembrare proibitivo e dispendioso. Non dimenticare però la possibilità di usufruire di bonus e agevolazioni fiscali sul risparmio energetico e l’efficientamento energetico che permettono, oltre ad un considerevole risparmio di energia, di produrre energia elettrica a basso costo, ridurre le inefficienze, abbattere i rincari bollette e migliorare il comfort tra le pareti domestiche.

I rincari e le opportunità finanziarie 

Nella sezione prestiti riportiamo varie tipologie di finanziamento pensate per far fronte serenamente alle spese familiari impreviste di vario genere, per migliorare il benessere domestico o realizzare il tuo progetto di efficientamento energetico. Si tratta di soluzioni flessibili che permettono di ottenere velocemente liquidità aggiuntiva e in tempi di difficoltà economica come quelli che stiamo attraversando, una linea di credito alternativa può essere un valido aiuto.

 


Incentivi auto 2022

Incentivi auto 2022 al via: quali sono i contributi, i requisiti e come funzionano

Tutti i dettagli sugli incentivi auto 2022 con l'elenco dei contributi per l'acquisto di automobili, moto e veicoli trasporto merci. Si parte a maggio.

Gli incentivi auto 2022 per l’acquisto di veicoli a emissioni ridotte intervengono a sostegno di un settore in difficoltà da tempo. Alla frenata dovuta alla pandemia, si sono aggiunti i costi aumentati dell’energia e dei carburanti, la difficoltà di approvvigionamento di chip e semiconduttori ed ora la guerra in Ucraina. Ma anche l’attesa per questo Decreto sull’Ecobonus Incentivi Auto ha finito per creare un blocco nelle attività di tutta l’industria automobilistica italiana.

Mercato dell’auto: i numeri di aprile

Nel mese di aprile si sono registrati numeri in negativo non solo nel mercato auto nuove ma anche nel mercato auto usate in Italia, che aveva visto un significativo rialzo di immatricolazioni nei primi mesi dell’anno ma che già nel mese di aprile ha invece evidenziato una brusca contrazione rispetto alle vendite nello stesso mese del 2021.

Si attende nella seconda metà del mese di maggio l’entrata a pieno regime dell’Ecobonus auto 2022 in seguito al parere favorevole della Corte dei Conti e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm sugli eco incentivi auto annunciati dal Governo lo scorso febbraio.

Il provvedimento prevede la messa in campo di fondi destinati all’acquisto di vetture elettriche, ibride plug-in e endotermiche a basse emissioni, ma anche di automobili a benzina e diesel di ultima generazione.

Come funzionano i nuovi incentivi auto

I bonus auto 2022 sono modulati sulla base delle classi di emissioni di CO2 e quindi di minore inquinamento Entriamo nel dettaglio per vedere come sono stanziati i nuovi ecobonus incentivi auto.

Incentivi auto 2022 auto elettriche e Plug-in

I contributi maggiori riguardano le auto elettriche, che hanno emissioni di CO2 più basse, comprese tra 0 e 20 g/km, e quindi più ecosostenibili: è previsto un incentivo di 3 mila euro che può salire fino a 5 mila euro in caso di contestuale rottamazione di un’autovettura omologata in classe inferiore ad Euro 5 (bonus rottamazione auto 2022). Il costo per la nuova autovettura non potrà superare però i 35 mila euro + IVA e IPT.

Incentivi auto Ibride Plug-in / Plug-In Hybrid

Sono le vetture meno inquinanti dopo le elettriche, munite di batterie ricaricabili da colonnine elettriche. Rientrano nella fascia di emissione di CO2 tra 21 e 60 g/km.

Possono essere acquistate a fronte di un incentivo di 2 mila euro a cui si aggiungono ulteriori 2 mila euro in caso di rottamazione di un’auto in classe inferiore ad Euro 5 (incentivi rottamazione auto 2022).

Il tetto massimo di spesa per le auto ibride ricaricabili Plug-in è di euro 45 mila + IVA + IPT.

Incentivi auto 2022: ibride, diesel, benzina, GPL e metano

Riguardano le auto nuove con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 g/km. Sono la maggior parte delle ibride non ricaricabili (full hybrid) e alcune delle auto tradizionali diesel, a benzina, GPL e metano.

Possono essere acquistate con un bonus di 2 mila euro solo con rottamazione.

Il limite massimo di spesa per questa fascia è di 35 mila euro + IVA + IPT.

Incentivi auto 2022: chi può richiederli

Gli Ecobonus incentivi auto 2022 sono concessi soltanto alle persone fisiche.
Una piccola percentuale è riservata alle società di Car Sharing per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, Plug-in.

Incentivi 2022: non solo per le automobili

Gli incentivi ecobonus non riguardano soltanto le autovetture, ma anche:

  • I veicoli commerciali
  • I ciclomotori e motocicli ibridi ed elettrici
  • I ciclomotori e motocicli termici

Incentivi auto 2022 per le piccole e medie imprese

Anche per le Piccole e Medie Imprese l’Ecobonus auto 2022 ha previsto contributi, ma solo per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi non superiori a 12 tonnellate di carico e ad alimentazione esclusivamente elettrica. L’incentivo è concesso con rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 4.

Ecoincentivi 2022 anche per le due ruote elettriche e ibride

Per l’acquisto di moto elettriche e ibride nuove, anche in leasing, sono riconosciuti contributi sotto forma di sconto praticato dal concessionario sul prezzo d’acquisto.

In caso rottamazione di un motoveicolo Euro 0, 1, 2 o 3 il contributo è infatti pari al 40% di sconto sul prezzo d’acquisto, per un massimo di 4.000 euro.

Incentivi auto 2022 e la piattaforma Mise per le prenotazioni

È il Concessionario che avvia la prenotazione degli incentivi sulla piattaforma del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) per l’acquisto di veicoli nuovi a basse emissioni di inquinamento ambientale.

Gli Ecoincentivi auto favoriscono gli acquisti?

L’aspetto più complicato nel momento in cui si desidera acquistare un veicolo nuovo, è mettere d’accordo l’emozione per l’automobile dei propri sogni con il budget a disposizione e la realtà dei costi.

No, non bastano gli incentivi auto 2022 a determinare l’acquisto di un’autovettura.

Le auto sono dispendiose e molte sono le spese da considerare. In particolare è necessario calcolare, oltre agli imprevisti che possono verificarsi, le spese fisse e ricorrenti: i costi per la manutenzione, per l’assicurazione e per il carburante, ormai salito alle stelle.
Calcolato il budget massimo familiare spendibile e non sforabile, bisogna scegliere come pagare l’automobile: se cash in più step con acconti e saldi, oppure con anticipo contanti e saldo con rate finanziate, oppure con un finanziamento sull’intero importo.
Generalmente i tassi di interesse sono più convenienti per i prestiti che durano più anni e per l’acquisto di autovetture nuove piuttosto che usate. In ogni caso il budget a disposizione rimane il metro di misura principale nell’acquisto di un’auto.
Un buon suggerimento è quello di spendere al massimo il 20% delle entrate familiari mensili. È una percentuale che può variare a seconda dell’esistenza di debiti già maturati e comunque esiste la possibilità di consolidare i propri debiti in un’unica rata, rinegoziando i tempi e i tassi di interesse.


Ristrutturazione casa 2022: bonus, novità e scadenze

Novità all’ordine del giorno in ambito Ristrutturazione Casa 2022, Superbonus, Bonus Mobili, Sconto in Fattura e Cessione dei Crediti

Inseguiamo ogni giorno notizie su agevolazioni, detrazioni Irpef per ristrutturazioni, nuovi criteri e rinvii chiedendoci se si possano davvero detrarre le spese di ristrutturazione e come si possa ottenere l’agevolazione fiscale che copra in toto o quasi le spese da sostenere per i lavori di ristrutturazione casa 2022.

L’idea sarebbe quella di orientarsi al green e abbassare i consumi di energia elettrica approcciandosi a quei lavori di efficientamento e di risparmio energetico che l’Ecobonus, con tutto il suo pacchetto di incentivi, permette di scontare dal 50 fino al 110 per cento, a seconda della tipologia dei lavori e dell’immobile.

L’introduzione delle detrazioni fiscali ha ridato nuova linfa a un settore in sofferenza da tempo. Moltissimi nuovi cantieri sono stati avviati per le ristrutturazioni edilizie di prime e seconde case, per gli interventi di ristrutturazione edilizia di condomini, per i lavori relativi al Superbonus e al Sisma bonus, in applicazione della legge per il risparmio energetico e l’efficientamento energetico.

Crediti e banche: a che punto siamo 

Il blocco dell’accettazione dei crediti da parte delle banche ha provocato negli ultimi mesi un deciso fermo anche da parte delle imprese, non più in grado di sostenere i costi dei lavori senza il rientro economico necessario, oltretutto gravate da severi controlli e pene onerose in contrasto agli utilizzi fraudolenti dei bonus edilizi appurati nel corso del 2021.

Si prospetta a breve la ripresa dell’acquisto dei crediti fiscali da parte di Poste Italiane e Banche che hanno chiesto modifiche alla normativa e una semplificazione dei lacci e lacciuoli che di fatto rendono difficile usufruire a cuor leggero dei bonus e relativo Sconto in Fattura con Cessione del Credito. 

Scadenze e proroghe Bonus Ristrutturazione 2022

Allora bisogna fare presto, perché il settore edile con tutto il suo indotto soffre di pesanti ritardi nelle forniture e riuscire a rispettare l’obbligo del 30% dei lavori realizzati in Superbonus per le unifamiliari entro il 30 giugno 2022 genera dubbi e paure. Si prevede un posticipo della scadenza e nuove misure in merito alla cessione dei crediti con il nuovo decreto che vedrà la luce probabilmente il prossimo 1° Maggio.

Documenti per detrazione ristrutturazione e Superbonus 2022

Le documentazioni necessarie per usufruire della detrazione per ristrutturazione e delle agevolazioni fiscali previste per il Superbonus sono particolarmente complesse e bisogna prestare molta attenzione alla compilazione e alle modalità richieste di presentazione, pena la non accettazione della domanda e del rimborso ristrutturazione o del Superbonus.

Elaborati tecnici, analisi preliminari dell’edificio, regolarità urbanistica, A.P.E. (attestato di prestazione energetica) pre-intervento e post-intervento, Cilas, relazioni di fattibilità, relazioni di calcolo con carichi termici estivi e dispersioni invernali, comunicazione all’Enea e all’Agenzia delle Entrate, asseverazioni della congruità dei prezzi, visti di conformità e autocertificazioni varie sono tutte documentazioni richieste per il Superbonus e in parte per l’Ecobonus e per il Bonus Casa.

Bonus casa: ristrutturazioni edilizie le agevolazioni fiscali

Sono molte le agevolazioni in campo per la ristrutturazione edilizia e in particolare per la ristrutturazione casa. L’Enea nei giorni scorsi ha pubblicato un poster di sintesi dei bonus inerenti all’efficientamento energetico che potete scaricare qui.

Di seguito ecco un elenco dei bonus da usufruire per il rimborso delle spese sostenute, non solo per le prime case ma per ristrutturazioni seconda casa:

BONUS CASA 2022: come funziona l’agevolazione

È il pacchetto di agevolazioni fiscali più utilizzato, perché applicato agli interventi edilizi e tecnologici che comportano il risparmio energetico o l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia; alla manutenzione ordinaria detrazione 50% su parti comuni; al recupero edilizio; al restauro e risanamento conservativo, ai lavori manutenzione straordinaria, alla ristrutturazione edilizia (anche rifacimento bagno detrazione 50%), all’eliminazione delle barriere architettoniche e al recente Bonus mobili per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Chi può detrarre le spese di ristrutturazione:

Possono richiedere di beneficiare di questa agevolazione (detrazione fiscale 50%):

  • i proprietari di immobili
  • l’inquilino in affitto
  • coloro che ne hanno l’usufrutto
  • gli imprenditori individuali, soci di società semplici o cooperative

BONUS VERDE: sistemazione di verde e giardini

Si tratta di una detrazione Irpef al 36%, sulle spese sostenute per:

  • i lavori di copertura a verde e di giardini pensili
  • la sistemazione di giardini, terrazze, coperture e altre pertinenze delle unità immobiliari abitative, compresi gli impianti di irrigazione e la realizzazione dei pozzi necessari

La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali ed è calcolata su un importo massimo di €5.000 per unità immobiliare. Sono comprese le spese di progettazione e di manutenzione ordinaria connesse alla realizzazione delle opere.

RISPARMIO ENERGETICO 

Detrazione Irpef o Ires per gli interventi che migliorino l’efficienza energetica degli edifici esistenti.

La Legge Risparmio Energetico riguarda l’acquisto e la posa in opera di:

  • schermature solari
  • sistemi di climatizzazione invernale alimentati con generatori di calore e biomasse combustibili;
  • sistemi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione delle abitazioni private (building automation);
  • micro-cogeneratori a sostituzione degli impianti esistenti;
  • generatori d’aria calda a condensazione;
  • sistemi ibridi con pompa di calore integrata con caldaia a condensazione a sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti

La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo su un massimale di spesa e varia in base all’intervento effettuato, alla tipologia di immobile e all’anno di riferimento.

Per gli interventi realizzati da cittadini privati l’agevolazione applicata va dal 50% al 65%, mentre i condomini usufruiscono di una detrazione più elevata che va dal 70% all’85%

SISMABONUS

Detrazione Irpef che riguarda interventi di natura antisismica su edifici esistenti.
La detrazione Sismabonus viene applicata su un massimale di spesa e ripartita in 5 quote annuali di pari importo. Varia a seconda dell’anno di riferimento dei lavori eseguiti e al conseguimento di una riduzione del rischio sismico.

È applicata sia agli immobili di tipo abitativo che per le attività produttive, situate in zona sismica 1, 2 e 3

BONUS FACCIATE

Per i lavori iniziati nel 2021 la detrazione del bonus facciate è pari al 90%, per le opere in corso nel 2022 viene invece riconosciuto un recupero fiscale del 60%. Riguarda le sole facciate esterne visibili da strada di immobili in zona A e B e comprende il rifacimento dell’intonaco, la pulitura e la tinteggiatura esterna, la verniciatura, il risanamento di balconi, ornamenti e fregi.

Si applica su una spesa massima di 96.000 euro e possono beneficiarne aziende e privati.

IL BONUS RISTRUTTURAZIONE CASA 2022 E IL PRESTITO PERSONALE

L’accesso all’agevolazione per la ristrutturazione casa 2022 non è semplice e scontato per quanto interessante. E’ fondamentale seguire le procedure precise e rispettare i requisiti richiesti altrimenti non viene riconosciuto il diritto al credito. Le spese extra non finanziabili, inoltre, possono necessitare un supporto aggiuntivo,  come un prestito personale senza giustificativi di spesa, un prestito rapido, sicuro e comodo che permette di ricevere un credito con acconti immediati per affrontare spese impreviste, anche in attesa dell’erogazione del bonus casa 2022.


Assegno unico familiare 2022: tutte le novità di aprile

L'assegno unico e universale per i figli a carico è finalmente entrato in vigore. Nel mese di marzo sono arrivati sul conto corrente di circa 4 milioni di nuclei familiari i primi contributi a sostegno delle famiglie.
Aprile sarà mese di conguagli, aggiustamenti e sblocco delle domande ancora in istruttoria oltre che di nuovi pagamenti per le istanze già presentate entro il 28 febbraio e per le nuove inoltrate a marzo.

Assegno Unico Familiare e Assegno Nucleo Familiare: come cambia la busta paga

Ci sentiamo tutti più poveri: le buste paga si abbassano, orfane dei vecchi assegni familiari (ANF) accreditati mensilmente dal datore di lavoro insieme allo stipendio.
Gli ANF assegnavano il contributo economico sulla base degli stipendi percepiti. Sono ora sostituiti dall'assegno unico e universale calcolato invece in base all'Isee, cioè sul complesso dei beni mobili e immobili che il nucleo familiare possiede. La verità però, secondo l’Inps, è che l'assegno unico non potrà in ogni caso essere inferiore a quanto percepito con il regime precedente (assegni nucleo familiare).

 

Importo assegno unico 2022: come si calcola?

L'importo varia da un minimo di 50 euro per ogni figlio a carico ad un massimo di 175 euro. Maggiorazioni sono previste per le famiglie numerose, per le madri con meno di 21 anni, per i genitori entrambi lavoratori e in presenza di disabilità.

 

Pagamento assegni per figli a carico: tempi e modalità

L'assegno unico 2022 viene elargito dall'Inps direttamente sull’iban di conto corrente o sul libretto di risparmio indicato al momento della presentazione della domanda.
Per chi ha installato sul telefonino l’applicazione IO, l’Inps comunica in anticipo tramite notifica di aver messo in pagamento l’importo dell’assegno unico per il giorno indicato. Il Messaggio è del tipo:

INPS Disposizione pagamento. Ti comunichiamo che abbiamo disposto il pagamento per un importo di “175,00” euro a tuo favore presso “la tua Banca” per ASSEGNO UNICO con valuta “29/04/2022”

 

Assegno Unico Universale 2022 requisiti: a chi spetta

Ricordiamo che l'assegno unico per i figli a carico è un assegno universale perché spetta a tutti i lavoratori dipendenti, ai pensionati e, a sorpresa, anche agli autonomi e ai disoccupati, notoriamente esclusi da questo tipo di contributi a sostegno delle famiglie.

Spetta:

  • a decorrere dal settimo mese di gravidanza e per ogni figlio minorenne a carico
  • per ogni figlio maggiorenne a carico fino a 21 anni che frequenti un corso di formazione, un tirocinio, in cerca di lavoro o comunque con un reddito da attività lavorativa inferiore agli 8 mila euro annui
  • per i figli con disabilità, senza limiti di età

 

Il Reddito di Cittadinanza (RdC) e assegni familiari

Chi percepisce il Reddito di Cittadinanza perché ne possiede i requisiti ha diritto in automatico al pagamento dell’assegno unico per i figli a carico e non deve fare nulla. A partire da aprile sarà l’Inps a versare sulla Carta RdC l’integrazione per l’assegno unico, in una data però diversa rispetto all’accredito del reddito mensile.

 

Assegno unico figli 2022 e Isee: come funziona il calcolo

Hanno finora ottenuto il pagamento dell’assegno unico universale coloro che hanno trasmesso la domanda entro lo scorso febbraio 2022. Non tutti hanno però presentato l’Isee, richiesto ma non obbligatorio, e con possibilità di integrarlo in un secondo tempo. Fino a quel momento il nucleo familiare percepirà il minimo garantito pari a 50 euro per ogni figlio minore, con opportunità di conguagli e aggiustamenti in caso di presentazione del reddito patrimoniale familiare per la definizione dell’importo spettante.

 

Inps assegno unico universale 2022: come fare domanda senza perdere gli arretrati

L’Inps raccomanda, qualora rispondenti ai requisiti richiesti, di presentare istanza per l’assegnazione dell’assegno unico entro il 30 giugno 2022, così da assicurarsi il pagamento delle mensilità maturate a partire da marzo. Questi arretrati andranno persi se le domande saranno presentate a partire dal 1° luglio.

La domanda può essere trasmessa dai richiedenti tramite:

  • l’assistenza di CAF o Patronati
  • il numero verde (gratuito da rete fissa) 803 164 o da mobile (secondo le tariffe del gestore) al numero 06 164 164
  • direttamente sul sito Inps utilizzando le credenziali SPID, CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

Inps assegno unico e universale 2022: calcolatore assegni familiari

Sul sito dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale è on line il Simulatore dell’Assegno Unico e universale (un calcolatore assegni familiari): è possibile accedervi senza credenziali e compilare i campi richiesti per ricevere un valore indicativo dell'assegno unico a cui si avrebbe mensilmente diritto.

Dopo aver presentato la domanda per l'assegno unico universale figli, è possibile seguire lo stato dell’istanza accedendo al sito Inps e poi nella propria area personale.

 

Assegno Unico e Cessione del Quinto per le spese extra

L’assegno Unico a sostegno delle famiglie con figli a carico e in difficoltà economiche dipende dalla fascia di reddito in cui rientra l’Isee familiare, riunisce e semplifica vecchie tipologie di sostegno non più attive. Si calcola che nel corso del 2022 verranno elargiti circa 6,8 miliardi di euro a sostegno delle spese familiari.
Si tratta di contributi economici che rappresentano un aiuto ma che non fanno certo la differenza. Per far fronte a necessità extra e sei un lavoratore dipendente pubblico o statale, puoi richiedere la cessione del quinto dello stipendio: una linea di credito sempre più richiesta, perché permette di consolidare più finanziamenti e accorparli in un’unica rata di rimborso mensile più leggera e facilmente sostenibile.